Gli Alpini del Corpo di Liberazione Italiano


L’armistizio dell’8 Settembre 1943, trovò gli alpini lontani dalle loro montagne, sparsi su tutti i fronti, travolti anche loro dal disgregamento dell’esercito.
L’Italia si spezzò in due tronconi, ognuno scelse la propria strada.
Molti vennero deportati nei lager in Germania,altri si diedero alla macchia costituendo formazioni partigiane.
Nel Cuneese si formò il 1° Gruppo Divisioni Alpine, in Valcamonica si costituirono reparti di Fiamme Verdi, nel Veneto Brigate partigiane ebbero gli stessi nomi di battaglioni alpini
In Montenegro, la Divisione Taurinense diede vita alla Divisione Partigiana Garibaldi.
Sotto le insegne della Repubblica Sociale Italiana si costituì la Divisione Monterosa e altri reparti alpini operarono al Nord (trattati in altro saggio).
Anche nell’Italia del Sud occupata dagli Anglo-Americani furono presenti gli alpini.

A Bari, all’atto dell’armisitizio, si trovavano presso il locale Comando Tappa 287 tra ufficiali, sottufficiali ed alpini, in attesa d’imbarco per raggiungere la divisione Taurinense in Montenegro. A questi si aggiunsero circa centocinquanta alpini del battaglione Fenestrelle in ripiegamento dalle Bocche di Cattaro. Si accamparono a Nardò (Lecce), ove giunsero altri alpini dalla Balcania con i quali si formò il 28 Ottobre 1943 un reparto esplorante alpino che il 4 Dicembre diviene battaglione alpini Taurinense su tre compagnie ed una batteria con pezzi da 75/13. Il 1 Gennaio1944 ,con l'inserimento del Btg Monte Nero del 176° Rgt,assume la denominazione di battaglione Piemonte (nappina rossa) al comando del Maggiore Alberto Briatore .  Il 19 Marzo 1944 entra nel 1° Raggruppamento Motorizzato (poi Corpo Italiano di Liberazione), il 25 Giugno con il battaglione Piemonte ed il battaglione Monte Granero in arrivo dalla Sardegna,si costituisce per la Prima Brigata del CIL il 3° Reggimento Alpini. Sarà sciolto il 30 Settembre per formare il Reggimento di Fanteria speciale al comando del Colonnello Galliano Scarpa (su 2 btg alpini (Piemonte e L’Aquila) e uno di bersaglieri (Goito)) del Gruppo di Combattimento Legnano.
Aliquote di alpini costituivano inoltre reparti di salmerie e di servizi.

Il 31 Marzo 1944 il battaglione Piemonte, con un’ardita scalata notturna occupa di sorpresa Monte Marrone (mt 1805) ritenuto imprendibile dai tedeschi, e nei giorni seguenti difende la posizione dal contrattacco nemico. Di fatto questa azione con le successive occupazioni di Monte Mare e Monte Cavallo,forzò la linea Gustav sulla direttrice operativa della valle del Liri. Il 20 Luglio liberò Jesi. Il 19 Aprile 1945 conquistò quota 363 posizione chiave sul contrafforte tra la Val Zena e la Val Idice. Il 21 entra in Bologna, prosegue quindi coi reparti del Gruppo Legnano l’occupazione di grandi città del Nord sino alla fine delle ostilità.

L’altro battaglione alpino era il battaglione Abruzzi (nappina bianca) al comando del Maggiore Augusto De Cobelli costituito nell’Ottobre 1944 con elementi dei battaglioni L’Aquila e Val Pescara, il 25 Novembre mutò denominazione in battaglione L’Aquila. Combattendo a quota 160 in Valle Idice, contribuì al crollo della linea Gotica, aprendo così la strada alla liberazione di Bologna. Con le sue compagnie occupò Spluga, Tirano, Bormio, Stelvio, Pavia, Alessandria, Asti, Torino dove giunse il 2/5/1945.

La Campagna di Liberazione costò agli abruzzesi 30 morti e 175 feriti.

Nel 1946 risorge il battaglione Aosta per cambio di denominazione del battaglione Piemonte in seno al 4° reggimento alpini, analogamente il battaglione L’Aquila costituirà il nucleo attorno al quale risorgerà l’8° reggimento alpini.
Gli alpini del CIL vestivano l’uniforme battle-dress inglese con distintivi di grado simili a quelli del R.E. che venivano portati dagli ufficiali sulle spalline anzichè sulle manopole della giubba. Mostrine con stellette nel colore dell’unità di appartenenza e sul braccio sinistro una striscia di celluloide o metallo verniciato riproducente la bandiera nazionale con il simbolo (in nero) del gruppo su campo bianco. Nel nostro caso un guerriero medievale con spada sguainata.

Operazioni: Monte Marrone, Valle Idice

Decorazioni:

Battaglione Monte Granero - Medaglia di Bronzo al VM (Quenza-Corsica 15/9/1943, Abruzzi-Marche- Giugno/Settembre 1944)

"Nella grave situazione creatasi con la conclusione dell'armistizio, affrontava senza esitazione il nuovo tradizionale nemico e col concorso di altri reparti attaccava un presidio nemico obbligandolo alla resa dopo breve ma violenta lotta. Benchè costituito da uomini di classe anziana, che dopo la liberazione dell'Italia del sud avrebbero avuto diritto al congedo, accettava di far parte del Corpo Italiano di Liberazione col quale  prendeva parte all'inseguimento del nemico dall'Abruzzo alla linea  gotica, imponendosi per serietà e serena fermezza di propositi. Si distinse  per audacia ed ardire nel travolgere le successive resistenze del nemico e per saldezza nel respingere tutti i ritorni controffensivi."

Battaglione Piemonte - Medaglia d’Argento al VM (Campagna di liberazione 18/3/1944 - 8/5/1945)

"Costituito con elementi della Divisione  alpina Taurinense, che dai porti adriatici della Balcania riuscirono a raggiungere fortunosamente la Puglia dopo l'armistizio, partecipava a tutta la guerra di liberazione riconfermando la tempra intrepida delle genti della montagna. Alla gloria perenne delle nostre armi offriva due difficilmente pareggiabili esempi di fusione perfetta di perizia, valore e fortuna:prima a Monte Marrone, scalato di sorpresa per la ripida parete ed eroicamente difeso sull'orlo dell'abisso alle spalle;poi a quota 363 di Valle Idice,  strappata al nemico con una stoccata saettante e fulminea, spazzando la cerniera delle due Armate tedesche in Italia, donde poi traboccò su Bologna,"

Battaglione L’Aquila - Medaglia d’Argento al VM (Valle Idice-Bologna-Bolzano, 20 marzo - 3 maggio 1945)

"Rinato per generoso impulso della fierissima gente d'Abruzzo, fondendo con i veterani intrepidi le giovanissime reclute ardenti,  partecipava alla fase finale della guerra di liberazione, rinverdendo fulgidi allori. Saldissimo nel presidio di un settore importante, tormentato ed esposto, prendeva il sopravvento morale  sul nemico in un'aspra e logorante lotta di trincea a stretto contatto, scattava con superbo slancio a travolgerlo, lo incalzava inesorabilmente fino ai confini della Patria."

Tenente Enrico Guerriera -Btg Piemonte, Batteria da montagna- Medaglia d’Oro al VM alla memoria

"In un momento in cui i pezzi della propria sezione non avevano immediato impiego nell’azione in corso, visto che un reparto di arditi bersaglieri si trovava duramente impegnato in un difficile settore, accorreva sul luogo, offrendosi quale semplice gregario. Dopo aver concorso efficacemente con un moschetto automatico alla neutralizzazione di ripetuti assalti tedeschi, usciva da un camminamento, nell’intento di portarsi sotto una postazione di arma automatica avversaria, allo scopo di distruggerla con lancio di bombe a mano. In questa temeraria impresa rimaneva ferito. Ciò nonostante persisteva nella sua azione e, ferito altre due volte, si trascinava ancora verso il nemico, finché veniva colpito a morte. Superbo esempio di fraternità e di altissimo sprezzo del pericolo."(Monte Mare 11/5/1944)

Maggiore Augusto De Cobelli - Btg L’Aquila - Medaglia d’Oro al VM alla memoria

"Ufficiale di leggendario valore, già ripetutamente distintosi in precedenti campagne, sapeva creare in pochi mesi dal nulla un battaglione alpino di saldissime qualità spirituali e operative che portava al fuoco suscitando l’ammirazione dei vecchi e già provati battaglioni del reggimento e delle truppe alleate. In una ricognizione da lui diretta oltre le linee, effettuata per valutare la consistenza dell’occupazione nemica, su di una posizione la cui conquista avrebbe meglio salvaguardato l’integrità della difesa e creata la necessaria premessa per la prossima azione offensiva, cadeva eroicamente. Col suo sacrificio egli volle infondere in ciascuno dei suoi alpini la sicurezza ed il mordente che nutriva nel proprio cuore. Ci è riuscito quando il suo esempio è diventato comandamento e la leggenda a tutti gli alpini ragionanti tra loro e di continuo del loro giovane maggiore che era andato più avanti di tutti e, che era caduto primo tra tutti, insegnando con così semplice naturalezza quale fosse la via dell’onore e della gloria." (Valle Idice 23/3/1945)

Numerose altre decorazioni al valore e medaglie alleate furono attribuite ai componenti dei battaglioni alpini.

Monumenti ricordo dei Caduti del Btg Piemonte sono stati eretti, nel 1975 a Castelnuovo al Volturno (Isernia), e a Torino nel giardino intitolato al Corpo Italiano di Liberazione. Cerimonie commemorative sono organizzate dall’ANCFARGL (Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari della Guerra di Liberazione).