La Beretta Modello 1934, rappresenta una delle pistole più conosciute della produzione Beretta, accompagnò le Forze Armate italiane durante la Seconda guerra mondiale e rimase in servizio ancora per molti decenni nel dopoguerra.

Dopo la prima guerra mondiale la casa di Gardone avviò una intensa collaborazione con le Forze Armate e le forze di Polizia al fine di produrre una pistola semiautomatica moderna. Dalle esperienze nacque passando attraverso diversi prototipi e produzioni intermedie, la Beretta 1931 in calibro 7,65 mm.
La Regia Marina ricevette un primo lotto già nel 1931, ordinando poi altri esemplari fino a raggiungere qualche migliaio di esemplari.
Da questo modello venne poi derivato il modello 1932, prodotto in pochissimi esemplari, sempre in calibro 7,65 di cui però sono esistenti alcuni esemplari in calibro 9 corto.
Da queste esperienze nasce il modello 1934, che riunisce tute le caratteristiche delle antenate, quindi ingombro molto ridotto, meccanismo semplice e poche parti. Per quest’arma venne definitivamente adottato il calibro 9 corto (o .380 ACP o 9×17), che permetteva di ottenere un compromesso tra economicità e utilizzo militare.
Venne subito adottata sia dalla Polizia, che dalle Forze Armate. Venne anche prodotta per la Romania e nel periodo della RSI, per l’Esercito Tedesco. Venne inizialmente assegnata dapprima agli ufficiali di alcuni reparti scelti, ma continuò poi a essere distribuita man mano che la produzione continuava. Durante la seconda guerra mondale non sostituì mai completamente le altre pistole in dotazione, data la disponibilità di moltissimo materiale derivante dal primo conflitto, ma venne impiegata su tutti i fronti, diventando anche una interessante preda bellica soprattutto per gli Americani.
Nel dopoguerra continuò ad essere l’arma d’ordinanza della maggioranza delle Forze Armate, terminando la sua carriera solo nel 2000 quando venne completata la sostituzione con la Beretta 92. La produzione continuò invece fino al 1980, raggiungendo poco più di un milione di esemplari. Dopo la chiusura della produzione, vennero assemblati circa 2000 pezzi per il mercato civile.

La Beretta Modello 1935 è in sostanza la versione in calibro 7,65 delle stessa arma. Differisce nella canna, nel caricatore e nel carrello a causa del diverso calibro, ma per il resto le parti sono intercambiabili. La 35 venne per lo più adottata dalla Regia Marina e della Regia Aeronautica, anche se esemplari furono acquistati anche per il Regio Esercito. Venne venduta alla Finlandia e prodotto anche per i Tedeschi durante la RSI. Nonostante sia meno nota della Beretta 1934, la produzione ha raggiunto circa il mezzo milione di esemplari.

La Beretta Modello 34 è una pistola semiautomatica ad azione singola, camerata per la cartuccia 9×17 mm, conosciuta in Italia come 9 mm Corto e internazionalmente come .380 ACP.
La pistola è costituita da appena 39 componenti, un numero relativamente contenuto per una semiautomatica militare dell’epoca. Questa semplicità consentiva di limitare le lavorazioni meccaniche necessarie alla produzione e contribuiva contemporaneamente all’affidabilità dell’insieme.
Il funzionamento è basato sul principio della chiusura labile o massa battente, comunemente definito blowback.
Non esiste quindi un sistema di chiusura geometrica tra canna e carrello come quello utilizzato nelle pistole camerate per cartucce militari più potenti. Durante lo sparo la canna rimane solidale al fusto, mentre l’apertura dell’otturatore è inizialmente contrastata principalmente dalla massa del carrello e dalla forza della molla di recupero.
Nel normale ciclo di funzionamento il movimento retrogrado del carrello permette l’estrazione e l’espulsione del bossolo e provoca contemporaneamente il riarmo del cane e la compressione della molla di recupero. Quest’ultima riporta successivamente il carrello in avanti, consentendo alla pistola di predisporre il colpo successivo.
Anche il sistema di alimentazione è essenziale. La Modello 34 utilizza un caricatore amovibile da sette cartucce, inserito nell’impugnatura.
Dopo l’ultimo colpo l’elevatore del caricatore trattiene il carrello in una posizione parzialmente arretrata. Nelle Forze Armate italiane tale sistema era noto con l’acronimo “OACE” (“Otturatore Aperto Caricatore Esaurito”). Rimuovendo il caricatore, il carello viene liberato.
La sicura manuale è costituita da una leva posta sul lato sinistro del fusto. Si tratta di un sistema molto semplice che agisce essenzialmente sul grilletto.

Beretta34smontata

Parti dell’arma dal libretto degli anni 50

Caratteristica Beretta Mod. 34 Beretta Mod. 35
Calibro 9×17 mm / .380 ACP 7,65×17 mm / .32 ACP
Capacità 7 cartucce 8 cartucce
Lunghezza 150 mm 146 mm
Altezza 123 mm 123 mm
Spessore 30 mm 30 mm
Peso scarica 625 g 620 g
Lunghezza canna 89 mm 88 mm
Rigatura 6 righe destrorse 6 righe destrorse

ALTRE PAGINE INTERESSANTI